Un villaggio monumentale: sculture en plein air a Mougins

Sulle colline della Costa Azzurra, a pochi chilometri dalle spiagge affollate e movimentate di Cannes, sorge un piccolo villaggio, fatto di case di pietra, muri a secco, fiori colorati e viuzze in saliscendi, dove si respira una tranquillità d’altri tempi e tutto profuma d’arte. Mougins è un paese sospeso nel tempo e nello spazio, gremito di ristoranti e piccole gallerie d’arte, dove l’antico lavatoio è diventato un luogo d’arte e una porta saracena ospita un museo della fotografia tappezzato di immagini dei più grandi intellettuali del Novecento.

Mougins, Musée de la Photographie André Villers
Mougins, Musée de la Photographie André Villers

Tutto merito di Picasso probabilmente, che qui visse per quasi due decenni, lontano dal trambusto della Riviera, ma abbastanza vicino per poter rimanere in contatto con tutti e all’occorrenza partecipare a feste ed eventi mondani. Da allora artisti e galleristi hanno iniziato a popolare la cittadina e negli ultimi anni anche la municipalità si è mostrata molto attiva nel proporre esposizioni che promuovano l’arte contemporanea e allo stesso tempo mettano in luce le bellezze di questo luogo.

È il caso di Monumental, mostra di sculture en plein air che anima le vie antiche con animali e strani ibridi umani, che si ergono maestosi al centro della piazza, spuntano inaspettati da un vicolo o sbucano fuori da un muro.

Serge Van de Put, Cheval, Mougins, pneumatici
Serge Van de Put, Cheval, Mougins, pneumatici

Serge Van de Put, Gorilles, Mougins, pneumatici
Serge Van de Put, Gorilles, Mougins, pneumatici

Serge Van de Put ha deciso di utilizzare un materiale di scarto come gli pneumatici usati per realizzare le sue sculture di animali, liberi come il cavallo, intrappolati in gabbia come i suoi gorilla, addirittura appesi come trofei a un muro di cinta come leoni e orsi. Ogni materiale può essere utilizzato per fare arte, proprio come ci hanno insegnato i dadaisti, e la sua miserabilità non toglie niente al valore intrinseco dell’opera.

Più ludiche sono invece le opere dei coniugi Lalanne (Claude e François-Xavier, 1927-2008), che qui presentano una coppia di pecore sistemate in un giardino alla stregua di due cagnolini. Tutta la loro opera è permeata da un’ironia giocosa, quasi surrealista, divertente e poetica allo stesso tempo.

Claude e François Lalanne, Moutons, 2008, bronzo e cemento
Claude e François Lalanne, Moutons, 2008, bronzo e cemento

Decisamente monumentali sono i lavori di Ben, che scherza con le parole, includendole nelle sue sculture di animali a grandezza naturale, quasi fossero le stesse bestie a parlare. Così il suo cavallo nero porta il doppio cartello “Toute la vérité pour un cheval” e “Je suis le cheval de Troie de l’art contemporain”, mentre la sua mucca bianca collocata davanti all’ufficio del turismo si trasforma in uno scrigno porta-segreti, dove chiunque può inserire le sue promesse d’amore o i segreti più inconfessabili.

Ben, Toute la vérité pour un cheval, Mougins
Ben, Toute la vérité pour un cheval, Mougins

 

Ben, La vache qui rumine, Mougins, resina
Ben, La vache qui rumine, Mougins, resina

I lavori di Jean-Michel Folon (1934-2005) sono al contrario la quintessenza della leggerezza, con la loro struttura filiforme, memore di Giacometti, che si libra nell’aria e quasi si confonde con l’ambiente. Sono esseri ibridi quelli dell’artista belga, un po’ uccelli, un po’ uomini, un po’ pesci, che non incutono alcun timore né ribrezzo, ma si presentano come moderni totem dell’arte contemporanea.

Jean Michel Folon, Méditerranée, 2001, Mougins
Jean Michel Folon, Méditerranée, 2001, Mougins

 

Jean Michel Folon, Oiseau, Mougins
Jean Michel Folon, Oiseau, Mougins

Tutto il contrario dei massicci uomini di pietra e ferro di Max Cartier, pesanti, rugosi, tribali e terreni, realizzati proprio con le pietre locali, che donano loro un non so che di atavico e primordiale, brutale eppure autentico.

Max Cartier, Homme de pierre, 1990, pietra e ferro, Mougins
Max Cartier, Homme de pierre, 1990, pietra e ferro, Mougins

C’è spazio anche per un tocco di Italia grazie ai bronzi di Davide Rivalta, che già animano diversi luoghi di Ravenna, come il tribunale, il Museo Nazionale, la basilica di Sant’Apollinare in Classe. A Mougins il rinoceronte funge quasi da guardiano sul sagrato della chiesa, mentre due lupi passeggiano tra le case, con un effetto inatteso e straniante, ma mai minaccioso.

Davide Rivalta, Lupo, bronzo, Mougins
Davide Rivalta, Lupo, bronzo, Mougins

 

Davide Rivalta, Rinoceronte, bronzo, Mougins, place de l'église
Davide Rivalta, Rinoceronte, bronzo, Mougins, place de l’église

Monumental 2016 – Mougins Village, dal 5 marzo al 29 maggio 2016.

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