La Parigi eterna di Magnum Photo

«Magnum Photo è una qualità umana condivisa, una curiosità e un rispetto per quello che succede nel mondo» – Henri Cartier-Bresson

“Parigi vista con gli occhi di alcuni dei più grandi fotografi al mondo” potrebbe essere il sottotitolo ideale alla mostra che si è svolta nel centralissimo Hôtel de Ville, a due passi dalla cattedrale di Notre-Dame e alle porte del Marais, quartiere artistico e giovane per eccellenza. Ma la città vista da questi fotografi spesso non ha niente a che fare con le immagini da cartolina che siamo abituati a vedere sulle riviste e i libri, la televisione e i social network. La loro è una città fatta soprattutto di persone, reali e senza filtri, lontane dalle modelle e dai turisti di oggi, ma anche di oggetti, abbandonati per la strada, ridotti a brandelli, consunti, poveri. Del resto l’esperienza di Magnum Photo inizia negli anni trenta, senza ancora un’agenzia organizzata alle spalle; dei giovani americani nella capitale francese, spinti solo dalla curiosità e dalla sete di conoscere e vedere coi propri occhi una realtà e della gente così diversa da quella americana. Ma la Parigi di quegli anni è fatta di indigenza, miseria, sofferenza, fatica, almeno fino agli anni sessanta; c’è la guerra, poi la gioiosa liberazione, la difficoltà di far fronte alle immani distruzioni, gli scioperi degli operai, le manifestazioni.

Tutto questo viene raccontato da Robert Capa, Henri Cartier-Bresson e David Seymour, gli storici fondatori dell’agenzia fotografica più famosa al mondo, ancora in attività dopo oltre 70 anni, con un occhio asciutto, senza giudizi né pregiudizi, dove l’atmosfera spesso è rarefatta, sospesa, fatta di nebbia e pioggia, invernale più che estiva. Lo si vede bene nell’immagine di Cartier-Bresson Pont Neuf e Square du Vert-Galant (1951), quasi un’incisione con quella brume che avvolge tutto, che suggerisce piuttosto che mostrare, ma che rappresenta uno degli scorci più famosi e immortali della città.

Henri Cartier Bresson, Pont Neuf et square du Vert-Galant, 1951
Henri Cartier Bresson, Pont Neuf et square du Vert-Galant, 1951

La Montmartre di Herbert List invece non ha niente della collina gioiosa e turistica di Amélie o della place du Tertre, ma è animata da gente qualunque, che cammina tra edifici fatiscenti e affiche pubblicitarie che invadono ogni superficie, così come il Canal de l’Ourcq (1957) di Inge Morath è ancora un quartiere operaio, estremamente disagiato e modesto, senza locali e ristoranti alla moda che si affacciano sul romantico canale, invasi da giovani parigini bohémien.

Herbert List, Montmartre, 1936
Herbert List, Montmartre, 1936

 

Inge Morath, Canal de l'Ourcq, 1957
Inge Morath, Canal de l’Ourcq, 1957

Spetta a Capa darci alcune delle fotografie più intense dell’immediato dopoguerra, con quegli immensi e improvvisati cortei di persone a camminare e incontrarsi nuovamente per le strade, tornate libere e sicure (Libération de Paris, 26 août 1944), e sua è una delle immagini simbolo dell’esposizione, che mostra il lato elegante e benestante della città, con le signore ben vestite e quell’allure imperscrutabile dietro gli occhiali scuri, gli uomini ipnotizzati dalle corse dei cavalli e forse preoccupati per le loro scommesse (Course à l’hippodrome de Longchamp, 1952). Questo è anche un esempio di una delle incursioni di quegli anni nel campo della fotografia a colori, poco praticata però dall’agenzia fino agli anni novanta; qui tuttavia il colore aggiunge fascino invece che togliere atmosfera perché serve a sottolineare il carattere mondano del luogo e la sua distanza dalle scene di vita quotidiana fatte di miseria e lavoro duro.

Robert Capa, Libération de Paris 1944
Robert Capa, Libération de Paris 1944

 

Robert Capa, Course à l'hippodrome de Longchamp, 1952
Robert Capa, Course à l’hippodrome de Longchamp, 1952

C’è spazio anche per i ritratti di personalità celebri, che sono strettamente legate a Parigi, come il Picasso di Capa, la Simone de Beauvoir di Elliott Erwitt, così austera ed elegante, e il Brancusi di Wayne Miller (Brancusi dans son studio, 1946), quasi fosse una delle tante anime erranti dei quartieri popolari, col martello saldamente in mano, più da operaio metallurgico che da grande scultore, con lo sguardo semplice e penetrante, che solo i grandi geni hanno.

Elliott Erwitt, Simone de Beauvoir, 1952
Elliott Erwitt, Simone de Beauvoir, 1952

 

Wayne Miller, Brancusi dans son studio, 1946
Wayne Miller, Brancusi dans son studio, 1946

Dagli anni sessanta inizia una nuova fase per la Ville Lumière, dove coesistono le grandi masse di proletari indigenti e i filosofi e registi della Nouvelle Vague, la minigonna e le lotte rivoluzionarie del 1968, rese immortali dal cinema certamente ma anche dalle foto di Bruno Barbey (Nuit d’émeute au Quartier latin, maggio 1968), con barricate e guerriglia urbana come non si vedevano dai tempi della Commune.
Ma la vera rottura si ha forse solo negli anni novanta, un’epoca fatta di immagini mediatiche come mai prima d’ora: il boom della televisione e l’avvento di internet fanno vacillare lo statuto stesso della fotografia, meno immediata, statica, più ancestrale per certi versi, nonostante l’uso del digitale abbia aperto una gamma pressoché infinita di possibilità. Anche la stessa Parigi non è più quella di un tempo: grandi costruzioni iconiche tappezzano ora la città (le nuove Halles, il Centre Pompidou, la piramide di Ming Pei, i grattacieli della Défense), più agiata e meno indigente rispetto al passato, più scintillante e modaiola come durante la Belle Epoque, ma dove rimangono ancora tante frange di povertà e malessere sociale.
Tutto questo si ritrova nelle fotografie dei nuovi adepti dell’agenzia, ancora in attività dopo settant’anni.
Paris Magnum – Parigi, Hôtel de Ville, dal 12 dicembre 2014 al 25 aprile 2015

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...