Una contessa contemporanea – Omaggio a Teresa Gamba Guiccioli

Teresa Gamba Guiccioli è un nome forse sconosciuto per la maggior parte delle persone, almeno per quelle che non abitano a Ravenna, dove al contrario la fama della contessina è ben nota, non fosse altro per essere stata per qualche anno l’amante di Lord Byron. Tracce evidenti del passaggio e del soggiorno del poeta inglese a Ravenna sono un po’ ovunque (toponimi di bar, alberghi, targhe sulle facciate dei muri), mentre la figura di Teresa rimane un po’ nell’ombra, come fosse una qualunque e ordinaria amante di un letterato famosissimo e scandaloso. Eppure non è così perché in realtà Teresa era una nobildonna, molto colta, raffinata amante della letteratura e dei libri, liberale e un po’ carbonara, patriottica e indipendente (per quanto lo potesse essere una donna nella piccola provincia italiana della prima metà dell’Ottocento). Fu osteggiata e criticata per tutta la sua vita, e anche oltre, proprio per la sua continua volontà di affermare e seguire le sue passioni, amorose e idealistiche, nonostante un marito e una società che le assegnavano tutt’altro ruolo. Un personaggio moderno e profondamente “italiano”, quando ancora l’Italia non esisteva e la morale regolava ogni aspetto della vita privata e pubblica. Una donna però costretta in qualche modo a celare una parte di sé; non certo la sua relazione amorosa con il bel poeta romantico, che era nota ovunque in città e anzi accettata e celebrata persino dal marito (anche all’epoca stare con una persona famosa era visto di buon grado), quanto piuttosto la sua cultura ed erudizione. Allora la maggior parte degli uomini non apprezzava troppo una donna letterata e acculturata, e Byron non faceva eccezione, così Teresa celò a tutti il suo interesse per la scrittura, che iniziò a coltivare seriamente solo dopo la morte dell’amato.
Dedicare una mostra a questa donna, forse ancora troppo nascosta dietro l’ingombrante sagoma dell’amante celebre, nella sua città natale e nel luogo dove si conserva il fondo delle sue memorie, fatto di lettere, manoscritti e ricordi personali, appare logico e legittimo; ma cosa esporre? Come fare emergere e far comprendere anche a chi non la conosce poi così bene la sua essenza, al di là dei meri dati biografici? La scelta migliore probabilmente è quella di far parlare qualcuno di estraneo, lontano nel tempo, scevro di giudizi (e pregiudizi), ma che possa allo stesso tempo immedesimarsi con la figura della contessina e comprendere i suoi sentimenti, per poi farli propri. E così sono state chiamate 15 artiste contemporanee a dare la loro personale visione di questa donna un po’ fuori dagli schemi. Il risultato non poteva essere che estremamente vario e coinvolgente; sono stati utilizzati pressoché tutti i medium espressivi, dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla videoarte, senza dimenticare il ricamo e l’installazione. Ognuno può farsi la sua idea di Teresa e magari condividerne una particolare interpretazione, oppure vederla in un modo diverso, inedito.

Antonella Cinelli, Teresa
Antonella Cinelli, Teresa, olio e acrilico, rete, luci a led

Una delle prime opere che cattura l’attenzione è quella di Antonella Cinelli, intitolata semplicemente Teresa (dalla serie Dolls), dove una misteriosa ragazza, di cui sono visibili solo gli occhi e le gambe, indossa un abitino di tulle ricoperto di lucette blu. Del resto Teresa aveva appena 19 anni (o forse poco più) quando s’innamorò perdutamente di Byron.

Silvia Camporesi, Deep 201o, lambda print
Silvia Camporesi, Deep 201o, lambda print

È l’esatto opposto invece l’opera di Giorgia Beltrami (Frara, acrilico), dove il ritratto di Teresa è talmente evanescente che si intravede appena; sfugge alla nostra vista, così come la Gamba Guiccioli sfugge ancora agli occhi dei contemporanei, ma nonostante tutto non si rassegna a scomparire completamente. Anche la Teresa di Silvia Camporesi (Deep 201o, lambda print, Photographica Fine Arts Gallery, Lugano) sembra essere stata quasi sconfitta dalla vita, mentre fluttua come una moderna Ofelia nel blu profondo e misterioso, senza opporre resistenza, ma rimanendo leggiadra e raffinata, come il suo rango esigeva. Paola Martelli ha voluto reinterpretare il busto neoclassico di Teresa, ospitato all’interno della biblioteca e realizzato da Lorenzo Bartolini, in una chiave pop, giocosa e colorata (Teresa Gamba Guiccioli, tecnica mista), lontana anni luce dall’immagine cupa e romantica che la storia e le cronache ci hanno lasciato.

Marialuisa Tadei, Tracce rosa, ricamo
Marialuisa Tadei, Tracce rosa, ricamo

La figura di Teresa scompare del tutto invece nell’opera di Marialuisa Tadei (Tracce rosa), un ricamo eseguito a mano dalla stessa artista, dove linee e colori forti e decisi si distribuiscono sulla tela come in un arazzo tribale o in una coperta peruviana, che sembrerebbero quanto di più lontano da Teresa. Eppure lei ha viaggiato molto, per tutta la sua vita, in un’epoca in cui viaggiare era tutt’altro che comodo o adatto a una donna, con i continui disagi e i pericoli; in Inghilterra, nella bellicosa e impenetrabile Grecia, a Parigi.

Omaggio a Teresa Gamba Guiccioli.
Ravenna, Manica Lunga della Biblioteca Classense – dal 15 marzo al 26 aprile 2014.

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