Marco De Luca: mosaici bizantini del terzo millennio

Il pianoterra del Museo d’Arte della città di Ravenna ha ospitato la personale di un mosaicista tra i più rinomati e apprezzati non solo della zona, ma anche a livello internazionale, avendo esposto in Giappone, negli Stati Uniti, in Russia. Marco De Luca, classe 1949, bolognese di nascita ma ravennate d’adozione, espone qui 34 opere dagli anni ottanta ad oggi, che riassumono il suo personale modo di fare mosaico, ma soprattutto di intendere il medium musivo. I suoi mosaici infatti condividono con quelli paleocristiani e bizantini la stessa ricerca per gli effetti di luce, di brillantezza e di preziosità, ma sono al medesimo tempo votati alla contemporaneità, fondendosi con la scultura e abbandonando spesso la parete. Quello verso il mosaico è stato per De Luca un ritorno, dopo gli anni di apprendistato presso la bottega del mosaicista Carlo Signorini, ma anche un rifugio, dopo gli anni giovanili dedicati alla pittura, durante i quali aveva però perso lo spirito creativo. Per capire il legame stretto che intercorre tra scultura e mosaico basta guardare opere come Cipresso (2010, collezione privata), un albero piegato dal vento, reso vibrante dall’aria e dalla luce, oppure Il Vello d’oro (2010, collezione privata), un mosaico double face alto due metri inondato d’oro e di luce, o ancora la magnifica Sposa (2008, collezione privata), un gigantesco osso di seppia candido e scintillante. I richiami all’Oriente e a Bisanzio si colgono appieno in Pensiero d’Oriente (2004, collezione privata), una sorta di nicchia dorata, con sprazzi di azzurro, verde, rosa e al centro un pezzo di vetro di riutilizzo. In mezzo a tutta questa luce c’è spazio però anche per l’oscurità: Crepuscolo (2009, collezione privata) è buio puro, con le sue tessere blu, Borgogna, verde scuro e marrone, rischiarate tuttavia da una sottile striscia verticale color rame. Più tradizionale, se si può usare questo termine riferito al mosaico di De Luca, è invece Paesaggio rosso (2012, collezione privata), un po’ kakemono giapponese nel suo formato verticale, un po’ Michelangelo Antonioni. In ogni suo mosaico si coglie appieno la sintesi tra antico e contemporaneo, tra tradizione e innovazione, tra scultura e medium musivo: tutto si fonde e diventa altro, senza perdere di originalità e personalità.  

Ravenna, MAR – dal 23 settembre al 4 novembre 2012.

Marco De Luca, Cipresso, 2010, collezione privata.
Marco De Luca, Il Vello d’oro, 2010, collezione privata.
Marco De Luca, La sposa, 2008, collezione privata.
Marco de Luca, Crepuscolo, 2009, collezione privata.
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