Il libro delle bugie

Nel weekend ho finito di leggere un libro che mi ha stupito: si tratta de Il libro delle bugie di Mary Horlock. Anzitutto la scrittrice è una storica dell’arte, che lavora in importanti musei inglesi e questo è il suo primo romanzo. Insomma fa quello che vorrei fare io (invidia verde). La storia non sembrava molto originale dalle recensioni e dalla copertina: una ragazza adolescente, bruttina, grassa, infelice, con problemi in famiglia, ignorata e odiata dai suoi coetanei, che uccide la ragazza più popolare della scuola. In realtà però la vicenda non si snoda in modo lineare e banale perché la sua storia si intreccia con quella dello zio, vissuto durante la Seconda Guerra Mondiale, incarcerato dai nazisti e accusato di aver provocato la morte del padre (cioè il nonno della ragazza) tramite un’accusa di spionaggio. E il libro si snoda in questo modo: un capitolo narrato in prima persona da Charlie, lo zio, e un capitolo raccontato da Catherine, la nipote, vissuta negli anni Ottanta. Entrambi parlano delle loro miserabili e sfortunate vite e di cosa li ha portati ad agire in modo estremo, in un luogo molto particolare, l’isola di Guernsey, tra Francia e Inghilterra.
Insomma, nonostante sin dall’inizio si sappia già cosa succede, la narrazione non è mai noiosa o scontata, ma aggiunge qualcosa di nuovo e diverso, che scombina le carte in tavola e le sicurezze che si avevano.

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